L’ennesima replica della puntata pescarese di Food Advisor passata da Food Network sortisce come effetto l’esigenza di provare, ormai qualche sera fa, la versione delle pallotte cacio e ov’ meno convenzionale tra quelle presentate: quella de La Stozza Gourmet.
E’ estremamente riduttivo e fortemente ingiusto definire una panineria questo locale in zona Università. Come il nome stesso esplicita alla base della proposta ci sono panini, anzi stozze: diverse centinaia di grammi di cibo più o meno abilmente combinati tra loro, capaci di saziare i più atavici istinti alimentari.
Qui, però, ogni panino ha un’idea e l’unione degli ingredienti lascia intendere che alla base ci sia un pensiero ben articolato, studiato, provato e spesso di successo.
Innanzitutto, ci sono da provare le pallotte, oggetto della disfida televisiva.

Un’antica diatriba vede da sempre affrontarsi chi prevede la presenza del pane nell’impasto, anche per dare una maggiore consistenza alla “polpetta” che realizzata di solo formaggio e uova si sfalderebbe in cottura, ed i puristi che aborrono all’idea di contaminare i due ingredienti con altro.
In questo caso, il pane è utile a dare una soddisfacente corposità al morso, ma la forza del sapore del formaggio, che è l’unico gusto che vorrei che una pallotta mi lasciasse in bocca, viene un po’ troppo stemperata.
La proposta presentata al buon Simone Rugiati nella più trasmissione più foodporn della nostra televisione è La stozza del contadino. Oltre alle pallotte, il panino racchiude al suo interno un hamburger da 150g, fettine di pomodoro verde, ricotta aromatizzata al basilico e scaglie di pecorino.

La prima idea che mi ha investito addentandolo e che permane ripensando a questa stozza è ignoranza. Nel senso più bello del termine.

Il gusto infatti è quasi primordiale e sublima quel concetto di agricolo, di… contadino appunto, che con pari dignità può fare da contraltare ad un delicatissimo piatto stellato. I sapori sono perfettamente bilanciati: l’acidità dei pomodori, il sapido del formaggio della pallotta e del pecorino in scaglie, il tenue gusto della ricotta aromatizzata si sposano alla perfezione tra loro e con la carne, deliziosa anche in purezza. Eccezionale!
Seconda stozza che decidiamo di provare da accompagnare a quella che ha innescato la miccia della serata è La stozza crocché, una delle ultime novità di un menù in continua evoluzione.

Tanto aggressiva la prima, quanto delicata la seconda: hamburger da 180g, un classico crocché di patate e mozzarella, prosciutto cotto arrosto, provola affumicata e maionese aromatizzata alle erbe. Attenzione, ho detto delicata, non certo light.
Qui, come nell’altra stozza, il connubio di sapori è abilmente costruito: il sapore dell’ottima carne arriva con più decisione e ha una maggiore persistenza e si gioca il predomino del gusto con l’affumicatura di cotto e provola; il crocché diverte, ma fa quasi da gregario.
La scelta della cd. cheesecake è stata, ahimé, un passo falso: la ricorda nell’aspetto, ma non può di certo definirsi tale; base molto dolce sovrastata da diversi centimetri di… panna e una, questa sì molto buona, salsa al pistacchio di Bronte. Stucchevole. Peccato.

L’esperienza stozza è sicuramente da ripetere, possibilmente sul posto appena ce ne saranno i presupposti dal momento che i tempi di consegna a domicilio inevitabilmente fanno sì che il panino arrivi un po’ meno caldo di come dovrebbe essere.
I prezzi, dai €9 ai €13 con un’abbondante porzione di patatine fritte (e una birra in omaggio), sono assolutamente giusti sia per la quantità, sia per la qualità delle materie prime utilizzate, sia, infine, per quel tocco di inventiva sempre attiva che fa di queste stozze qualcosa di molto diverso rispetto a dei semplici superpanini improvvisati. Bravi!
La Stozza Gourmet
Viale Pindaro, 29 - Pescara
393.02.79.434
