Scaria

The Fork è un’applicazione molto utile, in particolare quando sei in una città che non conosci, non hai locals cui chiedere consiglio e non ti va di rischiare. Non troppo, almeno.

Ma, a volte per una mancanza di The Fork nel comunicare la prenotazione, altre perché il ristoratore la usa come valido canale pubblicitario, ma non la gestisce, capita che si resti senza cena.

E’ quel che mi capitato qualche sera fa a Parigi. Tentato da un succulento polletto ruspante proposto da un localino dell’XI, sono stato rimbalzato, finendo dritto dritto da Scaria, proprio sul marciapiede opposto di Avenue Parmentier.

Romuald Sanfourche ed il suo secondo Lucas Maestroni propongono “una selezione di piatti degustazione elaborati con prodotti freschi e di stagione”.

Il menù prevede tre opzioni vegetariane, quattro a base di pesce ed altrettante a base di carne, oltre a due dessert. Per un pasto completo, si consiglia di individuare tre portate salate, che verranno poi servite nell’ordine scelto dallo chef, ed un dessert.

Contravvenendo alle indicazioni ricevute ne ordino solo due: funghi e magret de canard, una delle mie passioni.

La carta propone al calice una dozzina di vini di mezza Europa: Italia, Francia, Portogallo… opto per un calice di un giovane pinot nero, ma, benché sulla porta campeggi la scritta “épicerie – cantine” e decine e decine di bottiglie arredino il fondo del locale, il pinot questa sera non è disponibile.

Ripiegherò, su consiglio del cameriere, su un beaujolais.

Un buon consiglio, lo riconosco: tanto fruttato e profumato nell’attesa dei piatti, troppo per il mio gusto avvezzo a vini più invecchiati, sarà al contrario una piacevole sorpresa di fianco alla mia anatra.

Tre funghi prataioli poggiano su una sponge cake al prezzemolo e su un flan di cipolle. Il tutto è letteralmente sommerso da una cascata di scaglie di pecorino, ciuffi di songino e qualche nocciola.

Champignon Parisien, sponge cake au persil, flan à l’oignon, pécorino, noisette.

Il gusto è semplice, equilibrato, pulito, forse un po’ piatto, eccenzion fatta per il sapido pecorino e le croccanti e amarognole nocciole tostate. Una proposta ben realizzata, ma che si lascia mangiare senza suscitare grandi emozioni.

Tutt’altra storia è il petto d’anatra, protagonista di un piatto in cui si alternano con efficacia mille gusti diversi.

Magret de canard du Gers, purée de papaye, salasifi rôti et roulé au sésame,
herbes, combava, jus gastrique.

Su una dolce purea di papaya poggia il filetto, già tagliato in piccole fette. Due trancetti di scorzobianca arrostiti e ripassati nel sesamo conservano il loro gusto dolciastro, ma con un sentore di affumicatura che conduce all’amaro delle erbe bruciate che sovrastano la carne insieme ad un’acidula, astringente scorza di combava, misterioso agrume del sud-est asiatico dall’aspetto simile al bergamotto.

Combava (o Kaffir lime)

L’insieme dei sapori ha un qualcosa di mistico che avvolge il palato e ben si sposa con il gusto corposo del petto d’anatra. Una nota stonata la cottura della carne, prolungata di almeno un paio di minuti oltre il necessario. Dommage!

Valuto, infine, che neppure stasera può mancare il dolcetto, a base di zucca butternut.

Butternut rôti aux épices, créme brulée, biscuit châtaigne aux graines de lins et courges,
huile de graines de courges, chips de butternut à la vanille.

Fondo di biscotto di farina di castagne con semi di lino e zucca, una créme brulée, qualche cubetto di zucca arrostita e chips di zucca alla vaniglia. Un dessert goloso che con abilità della cucina riesce ad evitare il grosso, minaccioso rischio di essere stucchevole.

Una cena sfiziosa e leggera, ad un costo (€40,50) assolutamente corretto considerando location, atmosfera, fantasia e tecnica.

Bella scoperta!


Scaria
88, Avenue Parmentier - Paris - Francia
+33.9.83.47.62.66

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